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mercoledì 29 giugno 2011

La Pietra

Inconfondibile per il suo colore giallo paglierino, per la sua consistenza e, soprattutto, per la sua duttilità, la pietra leccese, tecnicamente, è un calcare della famiglia delle calcareniti mioceniche, caratterizzata anche dalla presenza, nient’affatto rara, di fossili marini (soprattutto conchiglie) spesso integri. La pietra si presenta naturalmente in diverse tipologie, i cui nomi rispecchiano colori e consistenza (dolce e tosta, bianca e niura), ma anche la provenienza, come la pietra di Cursi, più dura e consistente, tanto che da essa si ricavano le chianche, usate per la pavimentazione, o il carparo, ancora più duro e di color paglierino intenso.
La pietra leccese, o leccisu in dialetto salentino, affiora dal terreno e si ricava dal sottosuolo in enormi cave a cielo aperto, profonde anche trenta metri e diffuse su tutto il territorio. L’estrazione è semplice perché la pietra si lascia incidere con grande facilità. Ma è una volta estratta che essa manifesta tutta la sua particolarità: con il passare del tempo la durezza e la resistenza del leccisu crescono, conferendogli una tonalità di colore ambrato, simile al miele.

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